Un metodo utile per razionalizzare le
altezze di estrazione nei boschi a Quercus suber L. e aumentare la produzione di
sughero.
Michele Palmas
Orto Botanico Università di Cagliari
Riassunto
Viene proposta una strategia per lo
sfruttamento delle sugherete: l’estrazione delle piante avviene secondo
coefficienti di decortica costanti per i boschi dissestati e coefficienti di
decortica crescenti per i boschi ben tenuti, stabiliti da esperti o tecnici che
prima dell'estrazione segnano l’altezza di decortica per guidare le squadre di
estrattori. L’aggiornamento della normativa del settore ha bisogno di una legge
nazionale la quale contenga le due nuove figure e indichi anche la
scolarizzazione degli scorzini. Mentre il riconoscimento dell’importanza non
solo economica ma anche ambientale dei boschi a sughera per l’Italia resta
quella di un piano nazionale. Esso dovrà prevedere fondi adeguati da erogarsi in
un arco maggiore di 30 anni per la creazione di boschi “normali”. Il fine da
conseguire è uno sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente per le
regioni tirreniche e in particolare per il Sud e le Isole, perché il bosco a
sughera aiuti a contenere la desertificazione, a conservare le falde acquifere,
a proteggere il paesaggio e la biodiversità, elevando nel contempo il livello
del reddito per terre marginali e montane.
Abstract
The author suggests a strategy for the
exploitation of the cork oak woodlands. The cork extraction occurs according to
series of decortication’s heights proportional to trunk’s diameter at 1.30 meter
on the ground and over cork. Different pameters for the unsettled and for the
settled and vigorous woodlands is established by experts or technicians who sign
the decortication heights before extraction to guide the extractors crews.
Besides we suggest a law to put in order cork extraction sector and a cork
woodlands national plan for a sustainable development of tirrenean and southern
region and islands of Italy
Premessa
Tra i tanti problemi che affliggono la
Quercia da sughero (Quercus suber L.), in Italia e in Sardegna come
- la scarsa densità di molte sugherete,
- l’assenza o quasi di rinnovazione naturale da seme
(dovuta ad eccesso di pascolo, all’uso senza criterio del trattore, agli incendi
ripetuti, all’assenza di controlli fatti da personale esperto, ecc),
- la piaga degli incendi
- la razionalizzazione e cura dei boschi esistenti
- l’impianto di nuovi boschi nei territori che hanno
vocazione sughericola
noi ci occuperemo in questo lavoro della altezza di
demaschiatura e di decortica delle sughere.
Estrazione
La demaschiatura e la decortica sono le
operazioni di asportazione periodica del sughero.
L’essenziale nell’estrazione della Quercia da sughero
consiste nel contemperare l’esigenza di avere periodicamente sughero da usare
per i nostri scopi con quello della conservazione in salute della pianta nel
tempo. Bisogna, perciò, introdurre il concetto di “superficie di produzione
normale”, che è la superficie di decortica che può sopportare l’albero, senza
che sia manifestamente sacrificata la sua vitalità e senza che venga
compromessa, per qualità e quantità, la sua produzione di sughero futura (Natividade,
1956). Una regola, ormai invalsa, è di estrarre il sughero ad un’altezza
proporzionale al diametro del tronco a metri 1,30 dal suolo. Tale
proporzionalità è individuata dal coefficiente di decortica. Per coefficiente
di decortica (Cd) si intende, dunque, la costante che
moltiplicata per la misura della circonferenza del fusto sopra la scorza
sugherosa, all’altezza di m 1,30 dal suolo, da l’altezza di estrazione.
Nelle successive decortiche, il coefficiente può restare costante, diminuire o
aumentare secondo la vigoria complessiva del bosco giudicata da un esperto.
La tesi che le sughere sarde siano
sottoestratte compare già da qualche tempo in letteratura in Sardegna; in
particolare Sanfilippo (1979) parla:
- della “esigenza di ottenere, attesa l’attuale
tendenza del mercato, massime rese unitarie quantitative rispetto a quella di
conseguire alte percentuali di sugheri cosiddetti ‘fuori macina’. Quest’ultimo
obiettivo può essere realizzato aumentando i coefficienti di decortica, che
nella generalità dei casi, soprattutto per le sughere di maggior diametro, sono
molto bassi (1,4 –2,0 contro 2 - 3)” [del Portogallo].
“Bassa produttività media delle sugherete dell’Isola ..dovuta
alla scarsa densità (delle piante) e alla relativa modesta produttività dei
singoli soggetti
“In quasi tutte (le sugherete), oltre all’assenza o
quasi di rinnovazione naturale da seme…si riscontra una povertà spiccata di
soggetti appartenenti alle prime classi diametriche, in pratica ai ‘rincalzi’,
che devono perpetuare il soprassuolo sughericolo.
- (Le sugherete sarde) “presentano inoltre, se pur in
numero limitato, soggetti stramaturi, con diametro superiore ai 65 cm (a metri
1,30 dal suolo) che producono sughero di pessima qualità e che presentano non
poche difficoltà di estrazione
- (La maggior parte delle
sugherete) “più che una bassa densità di soggetti per ettaro, presentano
un’irregolare distribuzione spaziale con addensamento a piccoli gruppi con
conseguente aduggiamento degli esemplari sottoposti.
-“E’ stato rilevato altresì che, nella generalità, il
coefficiente di decortica (Cd) è molto basso 1,4, massimo due e potrebbe essere
aumentato senza che ne derivi un apprezzabile nocumento per la pianta e ciò
anche senza portarlo al valore massimo di tre, stabilito dalla legislazione
vigente, sia statale sia regionale, in materia di protezione della sughera”.
Mentre il Natividade (1956) indica come
coefficienti normali per il Portogallo il Cd=2 per la demaschiatura, il Cd=2,5
per la prima decortica e il Cd=3 per le decortiche dopo la prima
.
Il sughero si estrae quando ha raggiunto
una maturazione adeguata; si considera maturo il sughero quando nei
solchi delle sue screpolature presenta una colorazione rosa giallastro
caratteristica. (Natividade, 1956) o biancastra nei sugheri migliori (Sardegna).
Il sughero
Il sughero è un materiale di origine vegetale composto da gruppi di cellule,
costituite da molecole di suberina e ceroidi, disposte a strati. Lo strato
corrispondente ad ogni anno cresce sopra gli strati degli anni precedenti. Le
cellule sono minuscole, di forma poliedrica e si incastrano perfettamente fra
loro formando una struttura unica e compatta. Questa conferisce al sughero
particolari caratteristiche: basso peso specifico, alto grado di elasticità e
flessibilità, impermeabilità sia verso i liquidi che verso i gas, basso grado di
combustibilità, resistenza meccanica ad agenti esterni (microrganismi), spiccata
longevità e capacità di isolare gli ambienti.
Questa materia prima rinnovabile, non
inquinante, che, una volta lavorata, da prodotti ad alto valore aggiunto, di
importanza strategica per la Sardegna, ma presente anche nell’Italia
continentale, viene prodotta dalla Quercia da sughero, che deve divenire una
delle piante la cui cura e incremento è ineludibile se si vuole proteggere
l’ambiente e produrre un alto reddito nelle terre montuose e marginali
abbandonate e promuovere col tempo uno sviluppo sostenibile in molte zone
dell’Italia meridionale e delle isole
Avere un incremento della produzione
delle sugherete significa anche una revisione della politica finora seguita nei
territori a sughera che l’Italia possiede. E siccome la Sardegna è in Italia la
maggior produttrice significa anche ri-programmare l’uso del territorio
dell’Isola. Come indicano i Regolamenti U.E. (Reg. 1257/99 e succ.) si può
portare avanti una politica nuova per i boschi a sughera compatibile a certe
condizioni col pascolo brado, eredità di un passato ormai remoto. Significa che
l’Italia deve darsi un piano nazionale per le foreste a sughera che sono utili
per la lotta alla desertificazione, la regimazione delle sorgenti e la
salvaguardia dell’ambiente nell'Italia meridionale e nelle isole.
Con questo lavoro vengono proposte due
soluzioni di management per l’estrazione del sughero (demaschiatura e decortica)::
a) - I Cd in sugherete floride e ben tenute
aumentano fino a 2,7 (1,0<Cd<2,7) al crescere del diametro delle piante
nell’ambito della stessa parcella, però la demaschiatura è attorno ai 100 cm di
altezza.
b)- I Cd in sugherete dissestate e/o percorse da
incendi rimangono costanti e stanno sotto a Cd=2 (1,0<Cd<1,7) al crescere
del diametro delle piante nella stessa parcella e la demaschiatura non può
superare i 100 cm di altezza.
Materiali e metodi
Si sono scelti 3 stand in boschi
disetanei a sughera, con copertura discreta, ciascuno di un ettaro, situati in
Sardegna a San Daniele, (Laconi); a Casteddu, (Nurallao); a Su Innari, (Pau). Si
sono rilevate all’interno degli stand tutte le piante da sughero con diametro >
12,5 cm sopra scorza a metri 1,30 dal suolo, misurando anche la circonferenza o
il diametro e l’altezza di decortica, mentre le altre specie di alto fusto sono
state solo contate. Sono state preparate le tabelle adottando per gli alberi la
ripartizione del diametro sopra scorza (tra 12,5 e 67,5 cm) in 11
classi, ciascuna di 5 cm. Dal diametro medio sopra scorza si è calcolato la
circonferenza media per ciascuna classe. Si sono preparati i grafici seguenti:
-
coefficienti di decortica reali medi,
-
altezze di decortica reali medie
-
area esterna delle plance a Cd costanti
-
area esterna delle plance a Cd crescenti
-
Tavola dei Cd
-
Tavola delle Hd
-
Produzioni: aree esterne delle plance
Il confronto è avvenuto tra la serie di classi
diametriche delle piante rilevate [17,6-22,5; 22,6-27,5; 27,6-32,5; 32,6-37,5;
37,6-42,5; 42,6-47,5; 47,6-52,5; 52,6-57,5; 57,6-62,5; 62,6-67,5] e quelle
calcolate, secondo diametri medi. I dati delle superfici si riferiscono a una
serie di superfici esterne delle plance a partire dalla classe diametrica
iniziale, 17,5 a quella finale, 67,5 cm
DESCRIZIONE DEGLI STAND
1)
Stand N° 1 (Laconi)
Località: S. Daniele; comune: Laconi; provincia:
Nuoro; indicazione carta topografica: Foglio: n. 530 sez.: III - Laconi,
coordinate: 02-12, distanza dal mare: 43 Km, proprietario: privato;
indicazione carta sughericola; X12 (Sughereta con copertura oltre il
40%, disetanea, cespugliata, con elementi di roverella) (Barneschi L., 1988).
STAZIONE: Altitudine: 350-370 m; topografia: versante basso; esposizione
versante: nord-ovest; pendenza: 20%; pendenza del versante opposto: 20%.
LITOLOGIA. Natura della roccia madre: argilloscisti e filoni lamprofirici;
affioramenti: 20%; inclinazione degli strati, paralleli. SUOLO: profondità > di
30 cm; % sassi affioranti: 10 %; % sassi nel suolo: 10%; tessitura: argillosa
1)
Stand N° 2 (Nurallao)
Località: Casteddu; comune: Nurallao; provincia:
Nuoro; indicazione carta topografica: Foglio: n. 530 sez.: III - Laconi,
coordinate: 07-07, distanza dal mare: 46 Km, proprietario: privato;
indicazione carta sughericola; X15 (Sughereta coetanea, cespugliata,
con elementi di roverella) (Barneschi L., l.c.). STAZIONE:
Altitudine: 450-475 m; topografia: versante medio; esposizione versante:
sud-est; pendenza: 25%; pendenza del versante opposto: 33%. LITOLOGIA.
Natura della roccia madre: porfiroidi e scisti; affioramenti: 10%; inclinazione
degli strati inversa. SUOLO: profondità > di 30 cm; % sassi affioranti:
10-30%; % sassi nel suolo: 10-30%; tessitura: argillosa.
1)
Stand N° 3 (Pau)
Località: Su Innari; comune: Pau; provincia: Oristano;
indicazione carta topografica: Foglio: n. 529 sez.: III - Villaurbana,
coordinate: 82-06, distanza dal mare: 22 Km; proprietario: privato;
indicazione carta sughericola; XN (Sughereta disetanea, con copertura
del 25-30%, mista a leccio e roverella) (Barneschi L., l.c.).
STAZIONE: Altitudine: 300 m; topografia: altopiano; esposizione versante: tutte;
pendenza: 0%; pendenza del versante opposto: 0%. LITOLOGIA. Natura della
roccia madre: basalti e rioliti; affioramenti: 10%; inclinazione degli strati:
substrato non stratificato. SUOLO: profondità > di 30 cm; % sassi affioranti:
10%; % sassi nel suolo: 10%; tessitura: argillosa
Demaschiatura e decortica - Commento di tabelle e
grafici
Premettiamo alcune abbreviazioni e definizioni:
Aep = area esterna della plancia
C = circonferenza
Cd = coefficiente di decortica (sughero femmina)
Cdem = coefficiente di demaschiatura (sugherone)
Cds = coefficiente di decortica della stazione
Decortica = estrazione di un albero di sughero che è
stato estratto in precedenza almeno una volta
Demaschiatura = estrazione di un albero di sughero per
la prima volta
Hd = altezza di decortica (sughero femmina)
Hdem = altezza demaschiatura (sugherone o sughero
maschio)
Plancia = ciascuna delle parti di sughero che
avvolgono il fusto
Sughero maschio = sugherone = sughero delle prima
estrazione
Sughero femmina = sughero dalla seconda estrazione in
avanti
Tanca = porzione di territorio di solito boscata di
superficie superiore ai 10 ha
Demaschiatura e decortica
La legge nazionale
e la legge regionale 9 febbraio 1994, n.4, articolo 20, comma 1, recita: “Le
operazioni di demaschiatura devono essere praticate in maniera da non superare
due volte la circonferenza soprascorza misurata all’altezza di metri 1,30 da
terra ed accertato in un minimo di centimetri 60” e comma 2: ”Le successive
decortiche possono essere eseguite ad altezza non superiore a tre volte quella
della circonferenza soprascorza misurata come dianzi specificato”.
*
Il Sanna (1946) propone (per la Sardegna) un coefficiente di decortica (Cd) di
1,7-1,8 (dati ricavati dall’autore)
* Il Natividade (1956)
sostiene che in Portogallo, come già detto, i coefficienti di decortica sono 2
per la demaschiatura, 2,5 coefficiente di 1^ riproduzione e 3 coefficiente
di 2^ riproduzione e successive.
* Il Sanfilippo (1994) afferma
che l’altezza di decortica, idealmente, dovrebbe essere uguale a 2,5 volte la
circonferenza (per le sugherete sarde).
La “superficie di produzione normale” è
la superficie massima che può essere estratta senza che la pianta ne risenta né
per qualità né per quantità (Natividade, 1956).
A parità di coefficiente (di decortica), il rapporto
tra la superficie estratta e il volume totale delle ramificazioni è più grande
per gli alberi giovani che per gli alberi adulti per cui bisogna adottare dei
coefficienti differenti per la demaschiatura e per la prima decortica.
Si sa che i più consistenti accrescimenti medi annuali
di diametro del tronco avvengono tra l’età di 20-30 anni circa e che tutto
quello che viene perduto durante questo periodo non verrà mai recuperato. Il
minore accrescimento del diametro del tronco ha ripercussioni sulla capacitò di
produzione della pianta e questa particolarità, congiunta al calibro più piccolo
e al peso inferiore per unità di superficie sugherosa, annullerà presto ciò che
si è guadagnato all’inizio per l’altezza eccessiva del livello di estrazione. La
demaschiatura precoce e troppo spinta rovina sovente in maniera irrimediabile i
sugheri giovani (Natividade, 1956). L’operazione della demaschiatura sta alla
pianta come le fondamenta stanno all’edificio: è quella che decide dell’avvenire
della pianta, della sua potenzialità vegetativa e produttiva insieme (Sanna
A.,1946). La delicata operazione della demaschiatura, specialmente in un giovane
soggetto, dovrebbe essere fatta non già da un qualunque improvvisato operaio, ma
da un tecnico (Sanna A., l.c.)
Dato che l’altezza di decortica cresce al
crescere del diametro a metri 1,30, questo può avvenire moltiplicando le diverse
circonferenze (C1,…,C11) per un Cd costante o per Cd variabili per le 11 classi
diametriche:
-
a Cd costanti (C1xCd1, C2xCd1,…, C11xCd1)
-
a Cd variabili e crescenti (C1xCd1,
C2xCd2,…, C11xCd11)
in entrambi i casi, dunque, le altezze di decortica (Hd)
crescono al crescere della classe diametrica. Poiché i più consistenti
accrescimenti medi annui del diametro del tronco avvengono tra l’età di 25-30
anni circa, si tratterà di far passare alla pianta senza eccedere con
l’estrazione, la demaschiatura, la prima decortica ed eventualmente la seconda
decortica. Quando si superano i 30 cm di diametro a metri 1,30 sopra scorza, la
pianta è in grado di sopportare le decortiche a Cd maggiori.
Pertanto sono state preparate delle
tavole dei Cd e delle Hd che adoperano rette per i boschi dissestati e/o
percorsi da incendio (rette a Cd costanti) e curve per boschi floridi e
ben tenuti (curve a Cd variabili e crescenti); però la distinzione tra rette e
curve non è vincolante e le curve possono essere utilizzate anche per i boschi
dissestati.
Nei nostri calcoli tutte le rette a Cd
costante > 1,7 danno più sughero della spezzata reale e tutte le curve a Cd
crescenti > della serie 1,1-2,0 danno più sughero della spezzata reale. Possiamo
incrementare la produzione sughericola senza detrimento per i nostri boschi
usando i Cd con la dovuta prudenza.
Si ha, pertanto, un modo per stabilire
con i rilevamenti di campo, fatti dopo la decortica, se l’estrazione è stata ben
condotta o il lavoro poteva essere fatto meglio.
|
Tab.1 - Coefficienti di decortica (Cd) reali
|
|
medi di 3 stand (Sardegna)
|
|
|
Diametro
|
Sintesi_L_N_P
|
|
|
|
sopra sc.
|
Cd_med_reale
|
|
|
|
cm
|
Decort.
|
|
|
|
Diam.
|
Cd_reali_medi
|
|
|
|
< 12,5
|
|
|
|
|
12,6-17,5
|
2.3
|
|
|
|
17,6-22,5
|
1.76
|
|
|
|
22,6-27,5
|
1.45
|
|
|
|
27,6-32,5
|
1.27
|
|
|
|
32,6-37,5
|
1.42
|
|
|
|
37,6-42,5
|
1.56
|
|
|
|
42,6-47,5
|
1.24
|
|
|
|
47,6-52,5
|
1.79
|
|
|
|
52,6-57,5
|
1.57
|
|
|
|
57,6-62,5
|
1.58
|
|
|
|
62,6-67,5
|
1.22
|
|
|
|
> 67,5
|
1.61
|
|
|
Tab. 1 – I coefficienti di decortica (Cd) medi
reali per classe diametrica di tre stand misurati nella Sardegna
centro-meridionale (Laconi, Nurallao e Pau).

Graf. 1 – I Cd reali medi non presentano al crescere
dei diametri (e delle circonferenze) Cd costanti, né crescenti; pertanto si
ritiene che l’estrazione registrata sia erronea; in particolare, è fuori legge
per la demaschiatura, perché il Cdem = 2,3 è molto alto, mentre la circonferenza
del tronco è inferiore a 60 cm con diametri tra 12,5 e 17,5 cm.
|
Tab.2 - Altezze di decortica (Hd) reali medie di 3 stand (Sardegna)
|
|
Diametro
|
Sintesi_L_N_P
|
|
|
sopra sc.
|
Hd_med_reale
|
|
|
cm
|
Decort.
|
|
|
Diam.
|
Hd_medie_reali
|
|
|
< 12,5
|
|
|
|
12,6-17,5
|
110
|
|
|
17,6-22,5
|
110
|
|
|
22,6-27,5
|
114
|
|
|
27,6-32,5
|
128
|
|
|
32,6-37,5
|
157
|
|
|
37,6-42,5
|
197
|
|
|
42,6-47,5
|
211
|
|
|
47,6-52,5
|
281
|
|
|
52,6-57,5
|
272
|
|
|
57,6-62,5
|
299
|
|
|
62,6-67,5
|
404
|
|
|
> 67,5
|
340
|
|
Tab. 2 – Le altezze di decortica (Hd) medie reali per
classe diametrica sono in genere progressive; si osserva che la demaschiatura è
avvenuta quando la pianta non aveva ancora il diametro fissato dalla legge.

Graf.2 – Le Hd medie reali indicano che la
demaschiatura è avvenuta quando le giovani piante avevano ancora una
circonferenza inferiore ai cm 60 fissati per legge per poter essere estratte;
negli stand ci sono anche piante > di 67,5 cm di diametro.

Graf. 3 – L’area esterna della superficie sugherosa a
Cd costanti indica che l’area media delle plance di Laconi, Nurallao e Pau sta
tra Cd=1,6 e Cd=1,7 [317468 < 329604 < 337378 cm² ]. E’ evidente la
demaschiatura irregolare. Notiamo inoltre che la altezza di estrazione di 128 cm
è stata raggiunta dopo 4 estrazioni, mentre con le rette proposte si arriva a
126 cm dopo 2 estrazioni.

Graf. 4 – L’area esterna delle plance a Cd crescenti
indica che l’area media esterna delle plance di Laconi, Nurallao e Pau sta tra
la serie di Cd=1,0-1,9 e quella di Cd=1,1-2,0; con essi si raggiunge la stessa
superficie ma con stress minori per le piante. Notiamo che la altezza di
estrazione di 157 cm è stata raggiunta dopo 5 estrazioni, mentre con le curve
proposte si arriva a 154 cm dopo 4 estrazioni; la demaschiatura avviene a 69 cm
[non a 110 cm] quando C = 60 cm e prosegue secondo le Hd indicate (84, 122, 154
cm): L’albero non dovrebbe risentire degli stress da estrazione nella prima
parte della vita.

Graf. 5 – Raggruppamento dei Cd. I Cd presentati
sono, dal basso, i Cd costanti (1,0-1,4-1,7) [rette rosse parallele all’asse dei
diametri], Cd reali medi [spezzata viola], Cd variabili e crescenti [rette blu
scuro, fucsia, rosso scuro e blu elettrico ] inclinate sull’asse dei diametri,
Cd portoghese [spezzata verde] e Cd della Legge sarda1994 [spezzata marrone].
Quest’ultima amplia la legge portoghese
perché in Portogallo la prima decortica può avvenire con Cd=2,5, in
Sardegna con Cd=3.
I Cd reali medi indicati dalla spezzata
viola mostrano la situazione di anarchia in cui versa il settore dell’estrazione
I Cd costanti e i Cd crescenti, tutti
ampiamente al di sotto delle indicazioni della legge portoghese e sarda,
propongono delle vie di razionalizzazione del settore; per raggiungere questo
obiettivo bisogna addestrare degli esperti e/o dei tecnici e affiancarli alle
Stazioni Forestali sparse nelle zone sughericole.
I Cd costanti si adoperano in boschi
dissestati o bruciati fino a Cd=1,7 che corrisponde a un Hdem=100 cm.
I Cd crescenti si adoperano in boschi
floridi e ben tenuti. Con i Cd crescenti si può cominciare con una demaschiatura
anche molto sotto i 100 cm e andare con le decortiche anche oltre i 4 m per le
classi maggiori.

Graf. 6 – Raggruppamento delle Hd. Per aver un idea
della complessità del problema dell’altezza di decortica sono state messe a
confronto altezze crescenti al crescere dei diametri per Cd costanti
(Hd1,0-Hd1,4-Hd1,7) [linee rosse]; altezze reali medie misurate in Sardegna
[spezzata viola], altezze crescenti per Cd crescenti
(Hd1,1-2,0-Hd1,4-2,3-Hd1,7-2,6) [blu, fucsia, rosso scuro, blu elettrico],
altezze di decortica portoghesi [spezzata verde] e altezze di decortica secondo
la legge sarda.[spezzata marrone]
La realtà in Sardegna è rappresentata
dalla spezzata viola che rientra entro i limiti della legge sarda, però lascia a
desiderare sia per la demaschiatura, avvenuta alla classe diametrica 12,5-17,5
(fuori legge), sia per la progressione delle altezze di decortica (Hd) e sia per
la quantità di sughero che con l’attuale laisez faire viene perduta. Le nostre
indicazioni sono: un Hdem attorno ai 100 cm e elevazioni della decortica molto
contenute fino alla 2^ estrazione del sughero femmina, ossia fino a un diametro
a metri 1,30 attorno a cm 30. Se si vuole avere un bosco più sano e più
produttivo bisogna andare verso la adozione sistematica delle curve e delle
rette prospettate, tenendo sempre in considerazione però le condizioni della
stazione.

Graf. 7 – Aree esterne di plancia a confronto. Per
aver un idea dell’incremento di produzione che potrebbe aversi se venissero
applicate le soluzioni prospettate vengono indicati i valori delle superfici per
Cd=1,0 [ < reale]; Cd=1,7 [ = reale]; Cd=1,1-2,0 [ > 4% del reale]; Cd=1,4-2,3 [
> del 22% reale]; Cd=1,7-2,6 [ > del 34% reale], per una sola serie di diametri
da 17,5 a 67,5 cm.
L’aumento di produzione rispetto a quella
odierna può cominciare con l’attuale patrimonio di piante usando Cd costanti >
1,7 e Cd crescenti > 1,1-2,0.
Discussione
Nella stessa tanca o zona i Cd devono essere costanti o crescenti durante
l’estrazione, ma non possono diminuire, come invece avviene nei Cd reali medi
che abbiamo misurato. Ciò significa che siamo in presenza di una soverchia
discrezionalità
La demaschiatura spesso avviene al di fuori dei limiti legali e le ferite
inferte alla “mammina” delle piante di sughera durante l’estrazione mostrano che
i controlli non incidono sui comportamenti degli scorzini. Si ritiene che
squadre del Corpo Forestale dovrebbero svolgere solo questa funzione di
protezione e prevenzione da maggio ad agosto e quindi venire esentate da tutti
gli altri servizi. Anche sul fronte della estrazione delle sugherete, si
combatte la sopravvivenza dei boschi, oltre che su quello degli incendi.
I Cd e le Hd indicati dalle leggi del Portogallo e delle Sardegna come massimi,
non ci trovano d’accordo, perché ci sembrano eccessivi, soprattutto per
l’ALTEZZA di demaschiatura, quella della 1^ estrazione e quella della 2^
estrazione; perciò sono state elaborate delle serie di Cd crescenti le quali
presentano altezze di demaschiatura sotto il metro e danno altezze di decortica
abbastanza elevate per le classi diametriche più grandi, anche se tutte sotto i
massimi legali e che, riteniamo, si potrebbero sperimentare con successo.
La produzione di sughero nelle sughereta attuali si può facilmente aumentare di
una quantità prudenziale dell’ordine del 20%
La norma collega, dunque, la circonferenza all’altezza di estrazione consentita,
più grande è la circonferenza più alta sarà l’altezza a cui può giungere
l’estrazione.
Essa fissa, per poter eseguire la
demaschiatura, una circonferenza minima “accertata” di 60 cm sopra scorza a
metri a 1,30 da terra e una altezza massima di due volte la circonferenza.
Per la decortica viene fissata solo
l’altezza massima (“tre volte…la circonferenza sopra scorza” a metri 1,30),
senza alcun vincolo temporale o collegato alla grandezza del diametro e a
seconda del numero delle estrazioni.
Libertà di
azione per la progressione dell’estrazione in altezza, dopo la demaschiatura ma
anche libertà di azione su quando cominciare a demaschiare una giovane sughera.
Quest’ultima proposizione ha fatto si che esistano ancora oggi in Sardegna
sugherete mai messe in produzione e sugherete che vengono estratte secondo
criteri consacrati dalla tradizione o, meglio, dalla tradizione che si
“tramanda” nell’ambito delle squadre di estrattori, in quanto il proprietario
della sughereta è, nella quasi totalità dei casi, fuori gioco (se si esclude la
Gallura), una volta fatto il contratto.
Per cercare una soluzione a quest’ordine
di problemi sono state elaborate una serie di tabelle e di grafici che
possono fornire risposte sui comportamenti da tenere nelle diverse zone
(stazioni) e nelle diverse situazioni in cui inizia la demaschiatura e avviene
la decortica.
Si ritiene che sia necessario:
a)
distinguere tra sugherete floride e sugherete dissestate o percorse da
incendio, perché possono venire estratte secondo Cd crescenti e costanti
rispettivamente,
b)
preparare esperti in sugherete che indichino i Cd
zona per zona
c)
preparare tecnici che si incarichino di segnare le
Hd sulle piante prima dell’estrazione
La
distinzione tra sugherete floride e ben tenute viene collegata anche alla
assenza di incendi da un paio di decadi
La figura dell'esperto in sugherete che individua i Cd di zona o di tanca
e quella del tecnico che con la sua squadra segna le altezze di decortica
potrebbe essere dirimente nel propiziare una svolta nella conduzione dei nostri
boschi a sughera. Ad es. il tecnico e la sua squadra misurerà col cavalletto i
boschi, prima della vendita del sughero, prendendo per ogni pianta da estrarre,
le misure del diametro a metri 1,30 e moltiplicando per il coefficiente di
decortica della stazione (Cds), che è stato determinato in precedenza
e poi apporrà un segno sulla corteccia delle piante per indicare l’altezza agli
estrattori (operai scorzini). L’esperto e/o tecnico sarà, inoltre, in
grado di elaborare le misure rilevate e di fornire i parametri del lotto da
estrarre: superficie di decortica, peso e volume del sughero, oltre a una stima
economica che tenga conto della qualità del sughero medesimo.
Pretendere che degli operai scorzini,
senza aver frequentato scuole ad hoc, siano in grado di valutare a colpo
d’occhio la forza della pianta in relazione allo stato vegetativo o meglio,
siano in grado di “tenere conto delle possibilità della pianta” e quindi
individuare immediatamente l’altezza della decortica da praticare, credo che non
sia più il caso nel 2000; si deve però pretendere che gli scorzini sappiano
“fare i ricami con l’accetta”, perché la pianta deve essere estratta a regola
d’arte (senza ferite) e all’altezza richiesta. Per raggiungere le altezze di
decortica delle piante ai diametri maggiori bisogna dotarsi dell'attrezzatura
adatta, non bastano più le scalette di due metri e bisogna prendere misure di
prevenzione adeguate per proteggere gli operatori..
L’uso di operai scorzatori occasionali,
(come spesso oggi accade), produce danni che consistono nel declino – almeno
qualitativo – del bosco e, a operazioni ripetute, anche rovina del bosco, con
conseguenze economiche, quantunque non immediatamente rilevabili se non in parte
(ferite della “mammina”), ma altrettanto certe. In un primo tempo il bosco
decadrà nella qualità del prodotto, poi decadrà nella sua struttura fisica con
conseguente regresso del reddito. (Sanna, l.c.). Perché lo scorzatore del
sughero non dovrebbe essere un “operaio diplomato”, quando da questa categoria
dipende un patrimonio forestale del valore di oltre 20 mila miliardi a lire
attuali solo in Sardegna? Lo scorzatore é un “chirurgo estetico” della pianta di
sughero e se non ha conseguito un “diploma” o una serie di attestati di
frequenza di corsi specifici con votazioni sufficienti, non dovrebbe poter
“operare”. cioè estrarre piante di sughero.
La realtà dei nostri boschi nel bene e
nel male fino ad ora è stata imposta da capi estrattori indipendenti o al soldo
dei sugherieri, perché i proprietari dei boschi a sughere sono assenti e privi
di informazioni adeguate, mentre dovrebbero riunirsi in associazioni
(Associazione dei Produttori di Sughero) che facciano circolare sia notizie di
carattere tecnico che economico (es. prezzo di mercato delle diverse qualità di
sughero per quell’anno, prezzo del sughero nelle diverse zone, istituzione di
una borsa del sughero estratto e in pianta, ecc.); i capi estrattori, dunque,
hanno una loro squadra di operai estrattori e agiscono in totale autonomia,
senza controlli effettivi e a loro insindacabile giudizio fissano l’altezza di
decortica in base spesso solo a considerazioni di tipo utilitaristico immediato.
Ciò è reso possibile da prezzi di macchiatico eccessivamente bassi rispetto ai
prezzi effettivi di mercato.
L’applicazione generalizzata, con
Cd diverso a seconda della stazione, Cd diverso a seconda della classe
diametrica e della stazione potrebbe dare alla zone a sughera boschi più sani e
molto più produttivi; soprattutto se l’altezza di demaschiatura e di decortica
iniziali verranno innalzate con cautela fino a un diametro attorno ai 30 cm, a
metri 1,30.
Conclusioni
L’aggiornamento della normativa del
settore della estrazione del sughero non può essere ulteriormente rinviata. Lo
strumento potrebbe essere una legge che contenga le due nuove figure di
esperto e tecnico del sughero e indichi anche la scolarizzazione
degli scorzini in tutte le regioni a vocazione sughericola che hanno
comprensori da gestire. Mentre un piano nazionale del sughero dovrà
sancire il riconoscimento dell’importanza non solo economica ma anche ambientale
dei popolamenti a sughera per l’Italia e le isole. Dovrà prevedere fondi
adeguati da erogarsi in un arco di più di 30 anni per ricostituire e assestare
fino alla normalizzazione i boschi a sughera, creando ove sia possibile anche
nuovi impianti.
Il risultato sarà uno sviluppo
sostenibile e compatibile con l’ambiente per terre marginali e montane,
perché i boschi a sughera aiutano a contenere la desertificazione, a conservare
le falde acquifere, a proteggere il paesaggio e la biodiversità ma elevano nel
contempo il livello del reddito, dato che un bosco normalizzato può raggiungere
la produzione di più di 40 q/ha a Cd=2 e un reddito che può superare i 3-4
milioni di lire/ha/anno.
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