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"C'é la necessità obiettiva di destinare più fondi per la salvaguardia dell'ambiente sardo nell'ambito del PSR 2014-2020".

PIANO di SVILUPPO RURALE 2014-2020

Michele Palmas
Orto Botanico Università di Cagliari


Secondo la politica ambientale europea “Nel 2050 vivremo bene nel rispetto dei limiti ecologici del nostro pianeta. Prosperità e ambiente sano saranno basati su un’economia circolare senza sprechi, in cui le risorse naturali sono gestite in modo sostenibile e la biodiversità è protetta, valorizzata e ripristinata in modo tale da rafforzare la resilienza della nostra società. La nostra crescita a emissioni ridotte di carbonio sarà da tempo sganciata dall’uso delle risorse, impostando così il ritmo di una società globale sicura e sostenibile”. [7º programma d’azione ambientale (EU, 2013)].

 


Il 7° Programma d’azione europeo per l’ambiente individua il bisogno di “trasformare l’Unione in un’economia efficiente nell’impiego delle risorse, verde, competitiva e a basse emissioni di carbonio” (EU, 2013).
                                                                                                                
Quadro di riferimento per uno sviluppo sostenibile  dell’Isola

Il Bosco a sughere nel bacino del Mediterraneo occidentale può competere con l’allevamento del  bestiame nella produzione di reddito (nelle zone di montagna) se viene gestito in maniera congrua (abbiamo a disposizione il Know how e l’How do per la gestione corretta delle sugherete) che possono impiegare, tra l’altro, manodopera in quantità considerevole.

Una   buona gestione del bosco aiuta a risolvere i seguenti problemi:

1.Cambiamento climatico

Innalzamento della temperatura: Il mondo supererà la soglia dei 2 gradi nel 2036, tra soli 22 anni e si entrerà in una crisi climatica  (IPCC, 201)

L’effetto più devastante di un aumento delle temperatura media globale si avrebbe sul ciclo dell’acqua. Ogni aumento della temperatura di 1°C porta a un aumento della capacità dell’atmosfera di trattenere l’umidità del 7%. Questo provoca radicali cambiamenti nella distribuzione dell’acqua, con un incremento delle intensità delle precipitazioni, ma una riduzione della loro durata e frequenza. Di conseguenza si hanno inondazioni diffuse e periodi di siccità prolungata. Gli ecosistemi, che si sono adattati a uno specifico regime  meteorologico prevalente nel lungo periodo, non possono adeguarsi abbastanza rapidamente a questi improvvisi cambiamenti del regime delle precipitazioni e, di conseguenza, diventano instabili e muoiono. (marasma climatico che provoca l’estinzione di massa di specie vegetali e animali [uomo compreso])  [Rifkin J., 2014]

La Sardegna ha la maggiore produzione di CO2 pro capite tra tutte le regioni italiane (oltre 10 tonnellate per abitante). La messa in circolo di tanta CO2 in una regione “dove non ci sono fabbriche” come la Sardegna, è da collegarsi alle arature col vomere, sovvenzionate con soldi pubblici, di zone declivi o, addirittura, impervie, che producono dissesto idrogeologico.       

2.- Acqua
Siamo in grado di implementare la quantità programmata di acqua assorbita dal terreno lungo il bacino imbrifero con l’uso della GFA (Gestione Forestale Attiva)  sulle sughere che vi insistono [aumento della quantità di acqua a seconda delle necessità e delle zone]. In Sardegna ci sono 7 bacini imbriferi importanti

3.- Terreni degradati
Ridare fertilità ai terreni con l’uso del Biochar, prodotto da centrali a biomasse. Aratro a vomere - Fine dei finanziamenti pubblici camuffati per l’uso dell’aratro a vomere per interrompere la spirale di distruzione del suolo, come hanno fatto gli Stati Uniti (dal 1993) e introduzione di seminatrici a punto.


4.- Dissesto idrogeologico
Gli apparati radicali delle piante di alto fusto (sughera, ecc. ) in un bosco costituiscono una rete interconnessa in grado di trattenere il terreno, mentre l’humus che deriva dalla decomposizione della lettiera [8 ton/ha/anno] è in grado di convogliare l’acqua delle precipitazioni agli strati profondi del terreno diminuendo drasticamente le quantità di acqua superficiale circolante.

5,. Desertificazione.
La sughera è la pianta più adatta per contenere la desertificazione  nel bacino del Mediterraneo occidentale perché ha un corredo genetico che gli consente di vivere dal livello del mare a 1000 metri di altitudine e perché da due prodotti importanti, legna e sughero, e bisogna lasciarla in loco, per avere un reddito maggiore.

6.- Energia
Fonti di energie alternative. Uso delle Biomasse (per produrre calore, energia e Biochar, un particolare “carbone di legna” che, aggiunto al terreno, può incrementare i raccolti dell’880% (Cornell University) e ridare fertilità ai terreni degradati)


7.- CO2  [Certificati, ecc.)

La inclusione nel Registro nazionale dei Serbatoi di Carbonio [RNSC] (dei boschi a sughere) è dovuta necessariamente all’uso di pratiche per la conduzione [dei boschi] legate ad un’azione antropica, cioè connessa ad espliciti e diretti interventi gestionali sui boschi” (Ciccarese & Pettenella, 2005) e godono delle royalties annuali come Sink del Carbonio. L’ufficio regionale specifico controlla  la quantità di copertura arborea secondo le foto aeree ed emette un mandato di pagamento per la sostenibilità ambientale: la somma anno per anno aumenterà o diminuirà a seconda delle copertura arborea in conseguenza delle azioni del proprietario sul bosco.

8.- Incendi
Fasce senza sottobosco (fatte con trinciatrici forestali) ai confini di parcelle di 50–100 ha.

9.- Principali impatti dei cambiamenti climatici osservati e previsti per la Regione mediterranea:

 

  • Aumento della temperatura maggiore rispetto alla media europea    
  • Diminuzione delle precipitazioni annue
  • Diminuzione della portata annua dei fiumi
  • Aumento del rischio di perdita di biodiversità
  • Aumento del rischio di desertificazione
  • Aumento del fabbisogno idrico in agricoltura
  • Diminuzione dei raccolti
  • Aumento del rischio di incendi boschivi
  • Aumento della mortalità a causa delle ondate di calore
  • Espansione degli habitat dei vettori di malattie tipiche di aree più meridionali
  • Diminuzione del potenziale idroelettrico
  • Diminuzione del turismo estivo e potenziale aumento in altre stagioni. (Fonte: EEA, 2012i.)


Le foreste hanno un ruolo multifunzionale e forniscono una serie di servizi come l’approvvigionamento di legno e di altri prodotti(sughero, ecc), la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, e offrono funzioni ricreative e opportunità per il turismo. Hanno anche un enorme valore per la biodiversità (Forest Europe, UNECE and FAO, 2011).

Sono state esposte una serie di ragioni per cui nel PSR 2014-2020 si pone la necessità di realizzare un piano forestale a sughere in Sardegna.

10.-Fondi
I fondi dell’Unione europea andranno sempre più verso il contenimento dell’innalzamento della temperatura e quindi verso il Bosco almeno per una generazione                                  

Scompenso abissale tra le cifre attribuite al bestiame e quelle attribuite al bosco nel PSR 2007_2013: la proporzione è stata del 95%  al  5%. Evidentemente da riequilibrare  nel PSR 2014-2020.

LEGGE DELLA GESTIONE DEL TERRITORIO (da istituire)
Per cominciare a risanare l’ambiente viene proposta una riorganizzazione del territorio secondo sei forme o tipi aziendali: azienda pastorale (a), azienda silvo-pastorale (b, c, d) e azienda forestale (e,f), le ultime cinque sono a diverso grado a sviluppo rurale sostenibile e a sviluppo forestale sostenibile, come indicato dal Reg. UE.1257/99.

a,- Azienda che non cura il bosco:
godrà solo di sovvenzioni UE per il bestiame

b,- Azienda che cura il  bosco con proiezione delle chiome  di 3830 m²/ha (B. De Mexia)
godrà di  sovvenzioni UE per il bestiame + sovvenzioni UE per il bosco + sovvenzioni REGIONE  per la copertura arborea pari al 38,3 %

c,- Azienda che cura il bosco con proiezione delle chiome  di 5800 m²/ha (B. Vieira Nat.)
godrà di  sovvenzioni UE per il bestiame + sovvenzioni UE per il bosco + sovvenzioni REGIONE  per la copertura arborea pari al 58 %

d,- Azienda che cura il  bosco con proiezione delle chiome di 10 000 m²/ha (B. Lamay) e con bestiame vaccino in stalla (stalle standard da 24 vacche)godrà di sovvenzioni UE per il bestiame + sovvenzioni UE per il bosco + sovvenzioni REGIONE  per la copertura arborea pari al 100 %

e; -AZIENDA FORESTALE: Azienda che cura solo il bosco con proiezione delle chiome di  10 000 m²/ha (B. Lamay) godrà di  sovvenzioni UE per il bosco + sovvenzioni REGIONE  per la copertura arborea pari al 100 %

f.- AZIENDA SILVICOLA (o FORESTALE), sec. DL   n. 227/2001 (senza bestiame)
godrà di  sovvenzioni UE per il bosco + sovvenzioni REGIONE  per la copertura arborea presente.

 

Legge regionale dei ”6” tipi di aziende agricole che gestiscono il territorio con la quale si spostano  gradualmente le indennità dal  bestiame alla copertura arborea.


Piano di 600.000 ha a sughereta

Le emissioni totali regionali di CO2 derivanti dal settore agricolo sono 3.0 milioni di ton/anno). [PSR.2007-13]. Per potere rifondere i costi della CO2,  poiché 1 ha a sughere assorbe 5 ton/ha/anno di CO2, la Sardegna deve disporre di almeno 600.000 ha di boschi per assorbire la CO2 prodotta dal settore agricolo. Altrimenti poiché ogni ton di CO2 viene pagata circa 20 € sul mercato europeo, la Sardegna deve sborsare 3.000.000 x 20 = 60 milioni di €/anno. Solamente creando il Registro nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio (IFNC 2005) – sez. Sardegna e confrontando la produzione di CO2 /anno con quella assorbita dai boschi, possiamo impostare una politica forestale congrua che abbiamo trascurato nel PSR 2007-2013.

Incentivando l’accorpamento formale dei terreni al fine di poter godere degli incentivi si potrebbe disporre di aziende sughericole da 30 ha l’una: 20.000  

AZIENDE
 
30 ha x 15q sughero = 450 q/azienda ogni 10 anni    Bosco De Mexia            Copertura 38%
30 ha x 25q sughero = 750 q/azienda ogni 10 anni    Bosco Vieira Nat.    Copertura 58%
30 ha x 40q sughero = 1200 q/azienda ogni 10 anni    Bosco Lamay            Copertura 100%

oppure

aziende sughericole da 50 ha l’una: 12.000 AZIENDE

50 ha x 15 q sughero = 750 q/azienda ogni 10 anni    Bosco De Mexia            Copertura 38%
50 ha x 25 q sughero = 1250 q/azienda ogni 10 anni    Bosco Vieira Nat.    Copertura 58%
50 ha x 40 q sughero = 2000 q/azienda ogni 10 anni    Bosco Lamay            Copertura 100%

Le aziende sughericole producono anche legno e, perciò, ne viene incrementata la provvigione e la ripresa, oltre alla protezione del suolo e degli ecosistemi nel tempo.

Le aziende del settore ovi-caprino erano: 20.000 Aziende
     

La legge delle aziende avvierebbe la Sardegna verso una gestione sostenibile del territorio e intanto il numero delle aziende  potrebbe  raddoppiare creando opportunità per i giovani.

PSR 2014-2020 - 300 MILIONI per rendere “sano” l’AMBIENTE della SARDEGNA
“Verso un’economia circolare" è la proposta dalla Commissione europea (EC, 2014d): “proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione”.

200 milioni di euro per la gestione del Piano dei boschi a sughere
100 milioni di euro per la protezione ambientale [ecosistemi, copertura arborea,  conservazione della biodiversità, specie protette,  tipi di habitat , boschi primigeni, ripristino foreste, endemismi, trota sarda e anguille, Uccelli, Rettili, ecc.]

Annullare i finanziamenti pubblici per le arature  col vomere come hanno fatto gli Stati Uniti d’America dal 1995 nel nuovo PSR 2014-2020 [ben  65 milioni di euro sono stati  impiegati a questo scopo nel precedente PSR 2007-2013 della Sardegna] “per la prevenzione dell’erosione del suolo e  la prevenzione delle inondazioni (EC, 2013b; EEA, 2012i)”.

Il finanziamento del Piano boschi e del piano di Protezione ambientale aperto anche agli abitanti delle città sarde per invogliarli a impegnarsi sul territorio, divenuto loro estraneo, purché abbiano terreni di proprietà. Le città concentrano le popolazioni, le attività economiche e sociali e le innovazioni, e quindi possono essere un motore per la rivoluzione ambientale della Sardegna, oltre  che un laboratorio per l’attuazione integrata dei quattro approcci delineati nella Sezione 7.2. (AEA, 2015) (mitigare, adattare, evitare e ripristinare)               

Bisogna riequilibrare lentamente e progressivamente le sovvenzioni dal “bestiame” alle “piante”.
Un’importante sfida sarebbe quindi assicurare la coerenza tra gli allevamenti da una parte, e gli obiettivi delle politiche per fermare la perdita di biodiversità e raggiungere un buono stato ambientale entro il 2020 dall’altra. Questo sarà necessario per garantire la resilienza a lungo termine dell’ecosistema e quindi la resilienza sociale delle comunità dipendenti dalle attività di allevamento.(AEA, 2015)

 

Bibliografia

AEA L’ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2015 – Relazione di sintesi Agenzia Europea Ambiente (AEA)
Ciccarese L, Pettenella D., 2005. Il Protocollo di Kyoto. Quali possibilità per i gestori delle foreste italiane nel mercato delle quote?  Sherwood 108: 5-9.
Gibbs W.Wayt, 2005- Stabilire le priorità. Le Scienze, n.447.
EC Europian Commission  2013b
EEA, Agenzia europea dell'ambiente - Europa 2012i
EU Report on policy coherence for development,  2013
Forest Europe, UNECE and FAO, 2011
IFNC Inventario Nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio, 2005
IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change 2014
Rifkin J., 2014 – La terza rivoluzione industriale. Oscar Mondadori

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