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AMBIENTE, SUGHERO SARDO VERSO CERTIFICAZIONE QUALITA': AL VIA PROGETTO UNISS-CREA

Cagliari, 21 gen 2016 - Certificare il sughero della Sardegna garantendo provenienza e qualità delle produzioni. E' l'obiettivo principale del progetto del dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell'Università di Sassari, del Crea (Centro di ricerca per la selvicoltura) di Arezzo e dell'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del Cnr di Sassari, finanziato dalla legge 7 del 2007, presentato questa mattina in un workshop a Cagliari da Sandro Dettori, docente del dipartimento di economia e sistemi arborei dell'ateneo turritano.


IL PROGETTO.
 
Il progetto partirà dall'analisi della risorsa forestale, attraverso la valutazione, svolta anche con bioindicatori animali, del benessere dei suoli, il progetto di ricerca della regione Sardegna sulla multifunzionalità delle foreste mediterranee e in particolare quelle di quercia da sughero. "Stiamo lanciando una ricerca fondamentale per il set tore della produzione di sughero", ha sottolineato Dettori, "abbiamo necessità di uno studio che possa offrirci un quadro conoscitivo sullo stato del comparto a partire dal benessere del sistema foreste fino alle fasi industriali di trasformazione e produzione dei tappi".
 
LE SUGHERETE.
 
In tutta l'isola sono 103mila gli ettari a sughereta, di questi solo 15mila sono gestiti dall'Ente foreste, il resto da privati e imprese. "Negli ultimi vent' anni si è riscontrato un generale deperimento dei boschi di quercia sia europei che nord americani e, anche in Sardegna, si hanno segnalazioni di parcelle arboree affette da diversi sintomi come perdita delle foglie, marciume radicale, stentata vegetazione, con conseguente debilitazione della pianta che diventa così facile preda di parassiti", ha spiegato Marcello Verdinelli del Cnr di Sassari. In particolare i rischi maggiori per la sopravvivenza delle sugherete, hanno spiegato i ricercatori, deriva no da alcune specie di insetti, i lepidotteri defogliatori, che, con attacchi di forte intensità, rischiano di compromettere la crescita delle piante giovani.
 
SOSTENIBILITA'.
 
"Con i risultati che otterremo dalla ricerca si potranno ideare nuovi modelli gestionali per un uso sostenibile e migliore della risorsa boschiva da sughero", ha specificato Dettori. In questo modo sarà più semplice individuare meccanismi di certificazione di una Gestione forestale sostenibile (Gfs), previsti dal disegno di legge della Regione, che garantisce provenienza e qualità delle produzioni di sughero sardo.

SENTORE DI TAPPO.

La ricerca, come ha sottolineato Dettori, affronterà anche un nodo che sta mettendo in crisi la filiera del sughero: il cosiddetto sentore di tappo che sta compromettendo l' impiego del tappo in sughero naturale e aprendo la strada alla ricerca di alternative per la chiusura delle bottiglie.

 

Confagricoltura Sardegna

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