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Piano parziale di gestione dei boschi a sughera (della Sardegna) (manutenzione delle sugherete sarde con parte dei resti del PSR 2007-2013)

Categoria: I piani
Scritto da: M.P
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Quadro  di riferimento attuale

Il Bosco

Il Bosco a sughere nel bacino del Mediterraneo occidentale può competere con l’allevamento del  bestiame nella produzione di reddito (nelle zone di montagna) se viene gestito in maniera congrua [modello matematico/assestamento/GFA] e può impiegare  manodopera in quantità considerevole.

Una buona gestione del bosco aiuta a risolvere i seguenti problemi:

Temperatura

I fondi dell’Unione europea andranno sempre più verso il contenimento dell’innalzamento della temperatura e quindi verso il Bosco almeno per una generazione.

I fondi dell’Unione europea per lo sviluppo rurale PSR 2007-2013 NON spesi 

… L’effetto più devastante di un aumento delle temperatura media globale si avrebbe sul ciclo dell’acqua. Ogni aumento della temperatura di 1°C porta a un aumento della capacità dell’atmosfera di trattenere l’umidità del 7%. Questo provoca radicali cambiamenti nella distribuzione dell’acqua, con un incremento delle intensità delle precipitazioni, ma una riduzione della loro durata e frequenza. Di conseguenza si hanno inondazioni diffuse e periodi di siccità prolungata. Gli ecosistemi, che si sono adattati a uno specifico regime  meteorologico prevalente nel lungo periodo, non possono adeguarsi abbastanza rapidamente a questi improvvisi cambiamenti del regime delle precipitazioni e, di conseguenza, diventano instabili e muoiono. (marasma climatico che provoca l’estinzione di massa di specie vegetali e animali)  [Rifkin J., 2014]

Acqua

siamo in grado di implementare la quantità programmata di acqua assorbita dal terreno lungo il bacino imbrifero con l’uso della GFA (Gestione Forestale Attiva)  sulle sughere che vi insistono [aumento della quantità di acqua a seconda delle necessità e delle zone]. In Sardegna ci sono 7 bacini imbriferi importanti.

Terreni

Ridare fertilità ai terreni [Biochar, prodotta da centrali a biomasse]. Fine dei finanziamenti pubblici per l’uso dell’aratro a vomere e introduzione di seminatrici a punto.

Dissesto idrogeologico

Gli apparati radicali delle piante di alto fusto (sughera, ecc. ) in un bosco costituiscono una rete interconnessa in grado di trattenere il terreno, mentre l’humus che deriva dalla decomposizione della lettiera [8 ton/ha/anno] è in grado di convogliare l’acqua delle precipitazioni agli strati profondi del terreno diminuendo drasticamente le quantità di acqua superficiale circolante.

Desertificazione

La sughera è la pianta più adatta per contenere la desertificazione  nel bacino del Mediterraneo occidentale anche perché da due prodotti, legna e sughero, e bisogna lasciarla in loco, per avere un reddito maggiore.

Energia

Fonti di energie alternative. Uso delle Biomasse (biofuel)

CO2  [Certificati, ecc.)

ISTRUZIONI
Il proprietario concede i mappali del bosco al gruppo operativo che fa i lavori di

Una volta finito il lavoro su quei mappali, passa un ispettore forestale che compila un modulo da trasmettere all’Ufficio Copertura Arborea (da istituire); l’ufficio controlla  la quantità di copertura arborea secondo le foto aeree ed emette un mandato di pagamento per la sostenibilità ambientale: la somma anno per anno aumenterà o diminuirà a seconda delle copertura arborea in conseguenza delle azioni del proprietario sul bosco.

I prodotti ottenuti [cippato, legna e sugherone] vengono lasciati (?) nel bosco a disposizione del proprietario.
Ciò dovrebbe modificare nel breve periodo la conduzione dei boschi a sughere in Sardegna. Se il proprietario fa da se, segue però le istruzioni scritte che gli vengono fornite.

Piano settoriale sugherete

PIANO Kikili – SARDEGNA

Incentivi per la copertura arborea al proprietario del bosco dopo l’intervento.
*Staff tecnico forestale (pubblico e/o privato) costituito da laureati in Scienze Forestali (sfornati dalle università di Sassari e Nuoro e ora disoccupati) e periti agrari informati e addestrati, con corsi ad hoc,  sulla GFA (Gestione Forestale Attiva) per le sugherete [sec. Palmas]

 

Investimenti

Incentivi del 30% per l’acquisto di stufe a cippato...900.000 € Spese preventivate: si ipotizzano due strade:

A) – Proprietari - per trattare 2 milioni di piante di sughera > 60 cm a 1.30 metri dal suolo [- pulizia  attorno alla pianta (R= 1,5 m) - potatura della pianta (H= 1,5 m) e demaschiatura] considerando  1/2 € per ciascuna operazione servano………………..….2.000.000 € -

B) Squadre - 1000 operatori x 8 mesi (*) x 700 €/mese [pulizia  attorno alla pianta (R= 1,5 m), potatura della pianta (H= 1,5 m),demaschiatura di circa 1.000.0000 di piante, ecc] 5.600.000 €

Piano decennale 14.000.000 € x 10 anni = 140 milioni € (**)

Fondi: Residui da PSR 2007-2013
Col tempo emergeranno le diverse professionalità e la possibilità di garantire le remunerazioni degli operatori del bosco dai ricavi della vendita dei prodotti dello stesso.
(*) il lavoro da farsi ogni anno insiste su 1/12 del territorio: può finire anche dopo 3-5 mesi
(**) Gli importi sono puramente indicativi

Il Piano settoriale delle sugherete serve a farle entrare nel XXI secolo la GESTIONE delle Sugherete Sarde introducendo tecniche innovative e specializzando personale adatto per la prosecuzione della gestione dei boschi a sughere nel tempo.

 

Note                                                                                                                                                                                        
La filiera del sughero inizia colle piante di sughera. Il loro corretto trattamento può servire a ripristinare e mantenere alto il livello della qualità del sughero.


La riduzione del costo e delle quantità di materia prima che viene dall’estero può avvenire arrivando a un coefficiente di decortica 2 (Cd=2) nelle sugherete sarde; oggi la metà del sughero sardo resta in pianta.
La creazione di personale specializzato per le operazioni in bosco, compresa l’estrazione, è uno degli scopi del progetto, un altro è imparare a gestire un bosco a sughere…


Se c’è uno stato di abbandono dei boschi, questo potrebbe essere dovuto anche alla poco lungimirante ripartizione dei fondi de PSR 2007-2014.Il miglioramento dello stato fitosanitario dei boschi a sughere passa anche per la asportazione delle piante ferite, invecchiate, rachitiche, coi fusti paralleli al suolo, ecc La certificazione delle sugherete va fatta in base a dei piani di assestamento.


La certificazione del legno e sughero della sughereta va fatta mediante cip incorporati nelle plance.Per la demaschiatura (messa in produzione) degli impianti naturali e artificiali a sughere: usare la macchina per la decortica.Rinaturalizzazione delle pinete e degli eucalipteti va fatta gradualmente allargando le parti dove ci sono resti o nuclei di querce autoctone.Acquisto di attrezzature funzionali e aggiornate: per la incisione, estrazione e raccolta e potature delle sugherete.Le dotazioni infrastrutturali, come chiudende, strade e ricoveri devono essere funzionali alla raccolta della legna e del sughero.Il recupero del degrado dei boschi e del suolo  è collegato alle arature col vomere fatte con soldi pubblici.
                                                                                                                       

Contenimento degli incendi

Si stroncano gli incendi attribuendo l’indennità di copertura arborea ai boschi trattati: un tot di € /m2 di copertura.La risultante di una corretta gestione è la valorizzazione paesaggistica delle  sugherete che crea un aumento della appetibilità turistica nei boschi trattatiPer il contenimento delle specie  alloctone basta potare le nostre querce da sughero.

La quantitàdi biomassa risultante sarà superiore ad ogni previsione fatta finora.

Indennità di copertura arborea/ettaro/anno secondo il rilevamento delle ultime strisciate aeree.

 

Beneficiari: tutti i Sardi che hanno terreni a disposizione

Togliere il tappo dei requisiti che hanno reso l’agricoltura sarda una cenerentola, tipo “Possono  beneficiare  degli  aiuti  gli  imprenditori  agricoli e i coltivatori diretti” per poter fare gli interventi e spendere i fondi del PSR 2007-1013 [abbandono di formule protettive, per creare innovazione]